Salute

Se rimandi sempre le cose da fare, non sei pigro: soffri di questa patologia

Rimandare sempre, patologia
Se sei pigro in maniera patologica, ecco la tua malattia - (farmaciapaveseroma.it)

Spesso scambiata per “semplice” pigrizia, questa tendenza, in realtà, ha importanti significati e meccanismi medici

L’avolizione, nota anche come abulia, è un disturbo psicologico che si manifesta come una difficoltà cronica nell’assumere iniziative o prendere decisioni. Chi ne soffre può trovarsi incapace di compiere anche i più semplici atti quotidiani, come fare una telefonata o alzarsi dal letto, soprattutto se queste attività vengono percepite come sgradevoli. Questo sintomo è comune in condizioni patologiche gravi, come la depressione, la schizofrenia o il morbo di Parkinson, dove la motivazione viene bloccata in maniera quasi totale.

Nonostante fosse noto che l’avolizione derivasse da un deficit motivazionale, la spiegazione precisa di come il cervello trasformi questa mancanza di spinta in un vero e proprio blocco delle azioni quotidiane era ancora misteriosa. Tuttavia, un recente studio pubblicato su Current Biology ha fatto luce su questo processo, identificando due aree cerebrali che giocano un ruolo cruciale nell’inibire la nostra capacità di agire.

Le aree cerebrali del blocco motivazionale

Per comprendere meglio come il cervello impedisce l’azione, i ricercatori hanno condotto esperimenti su macachi, addestrandoli a completare due versioni dello stesso compito. In un caso, l’azione da compiere garantiva una ricompensa semplice; nell’altro, alla stessa ricompensa veniva aggiunto un fastidioso soffio d’aria sul muso del primate.

Studi abulia

Gli studi sull’abulia – (farmaciapaveseroma.it)

I risultati sono stati rivelatori: quando il compito non prevedeva inconvenienti, i macachi erano pronti ad agire senza esitazioni. Ma quando veniva introdotto il soffio d’aria, molti esitavano o abbandonavano il compito, nonostante il premio rimanesse invariato. Questo comportamento ha portato i ricercatori a ipotizzare che esistano specifiche connessioni cerebrali che agiscono come un freno motivazionale, bloccando l’azione in presenza di stimoli percepiti come stressanti o sgradevoli.

Individuata la connessione tra due aree cerebrali cruciali — lo striato ventrale e il pallido ventrale — gli scienziati hanno deciso di sperimentare un intervento. Temporaneamente, hanno indebolito la comunicazione tra queste due regioni cerebrali. I risultati sono stati significativi: i macachi, ora con una minore attività in queste aree, erano molto più inclini ad affrontare il compito, anche con il disagio del soffio d’aria.

Questa scoperta suggerisce che la combinazione di queste due aree cerebrali funge da un “freno” interno che inibisce l’azione quando l’attività è percepita come spiacevole o stressante. In pratica, il cervello, anziché attivarsi e spingere all’azione, frena l’iniziativa, alimentando una spirale di procrastinazione e inazione.

I risultati di questo studio aprono la strada a nuove possibili terapie per trattare disturbi come l’avolizione. Tra le opzioni proposte dai ricercatori ci sono tecniche come la stimolazione cerebrale profonda o non invasiva, così come l’introduzione di nuovi farmaci in grado di regolare questo meccanismo. Intervenire su questo freno motivazionale potrebbe aiutare le persone affette da abulia a riacquistare la capacità di intraprendere azioni quotidiane.

Tuttavia, gli esperti avvertono che questa ricerca deve essere trattata con cautela. “Indebolire troppo questo freno motivazionale potrebbe portare a comportamenti impulsivi o rischiosi”, ha dichiarato Ken-ichi Amemori, coordinatore dello studio. Pertanto, è essenziale un attento monitoraggio scientifico ed etico prima di applicare queste scoperte nella pratica clinica, per evitare possibili effetti collaterali indesiderati.

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