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Esteso fino ai 14 anni: il congedo parentale cambia, ma non tutti i genitori ne beneficiano

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Congedo parentale esteso: le novità - farmaciapaveseroma.it

Il congedo parentale permetterà da quest’anno a molti genitori di ottenere una maggiore flessibilità, ma l’Inps chiarisce a chi spettano i benefici. 

Con l’inizio del 2026 sono state approvate una serie di importanti novità che riguardano il congedo parentale. Ad introdurle è stata la legge 199/2025, poi chiarita con le specifiche giunte da parte dell’Inps attraverso il messaggio n. 251 del 26 gennaio.

Si parla della riforma che ha ampliato notevolmente l’arco di tempo entro cui un genitore ha la possibilità di usufruire dell’agevolazione, ma non tutti i lavoratori ne saranno interessati. L’introduzione più rilevante si concentra sull’aumento di due anni del limite, che in buona sostanza passa dai 12 anni ai 14 anni.

Il congedo parentale si intende per i lavoratori dipendenti e segue alcune regole fondamentali. Il beneficio si può utilizzare entro i 14 anni del figlio a decorrere dal fine del congedo di maternità nel caso della madre. Per il padre invece, il decorso si calcola dalla data di nascita del figlio.

Nell’ipotesi dell’adozione e dell’affidamento, il congedo parentale si può sfruttare entro i 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, anche nel limite massimo della maggiore età. Viene sottolineato, inoltre, che con l’estensione non cambiano le durate massime del congedo fino a dieci mesi totali per i due genitori, che possono utilizzarli anche contemporaneamente. Il messaggio dell’Inps fa chiarezza su chi è escluso dalle nuove normative.

Chi è escluso dall’estensione del congedo parentale fino ai 14 anni

L’ente previdenziale ha fornito delle utili informazioni sui genitori che non avranno la possibilità di usufruire dell’estensione. Le novità, come detto poc’anzi, riguardano esclusivamente i lavoratori con contratto di lavoro subordinato.

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Chi è escluso dall’estensione del congedo – farmaciapaveseroma.it

Ciò significa che i limiti stabiliti per il congedo parentale non sono soggetti ad alcun ampliamento e dunque permangono identici al passato per tutte le altre categorie di lavoratori. Non ne saranno interessati i lavoratori autonomi, che ne possono usufruire nel primo anno di vita del figlio o in quello di ingresso in famiglia nel caso di adozione o affidamento.

Non coinvolge neppure gli iscritti alla Gestione separata Inps, per i quali il congedo parentale rimane fruibile entro 12 anni di vita del figlio o 12 anni dall’ingresso in famiglia per adozione o affidamento. Il messaggio dà ancora un’importante indicazione riguardo alla validità dell’estensione, che entra in vigore dal 2026.

Ciò significa che il limite di 12 anni resta attivo per i congedi parentali fruiti fino al 31 dicembre 2025. Per quelli utilizzati dai genitori lavoratori subordinati con figli che non hanno compiuto ancora 14 anni dal primo gennaio 2026, il congedo parentale segue i nuovi limiti flessibili.

Quanto ai trattamenti economici, resta l’indennità al 30% della retribuzione giornaliera media per i nove mesi. Il decimo e l’undicesimo non prevedono indennità, a meno che il reddito individuale del genitore che richiede il congedo sia due volte e mezzo inferiore rispetto al trattamento di pensione minimo.

Nel caso in cui sussistano requisiti specifici tuttavia, come stabilito dal 2025, resta la possibilità di ottenere una maggiorazione dell’indennità dal 30% all’80% dello stipendio per un massimo di tre dei nove mesi indennizzati.

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