Il contributo per chi assiste familiari disabili attende i decreti attuativi: requisiti, importi previsti, modalità di domanda e tempistiche
Nel panorama delle misure a sostegno delle famiglie italiane, il bonus caregiver 2026 rappresenta un’importante novità ancora in fase di definizione normativa, ma già oggetto di attenzione da parte del Governo e del Parlamento. Inserito nel Disegno di Legge quadro approvato preliminarmente dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 gennaio 2026, il bonus mira a sostenere economicamente i familiari conviventi che assistono persone con disabilità grave o malattie croniche, con una dotazione finanziaria iniziale limitata ma destinata a crescere nel prossimo biennio.
Nonostante l’approvazione iniziale del testo nel Consiglio dei Ministri, il bonus caregiver 2026 deve ancora superare il tradizionale iter parlamentare per diventare operativo. Il disegno di legge, infatti, sarà sottoposto all’esame delle Commissioni parlamentari, dove potrà essere modificato, quindi dovrà ottenere il via libera definitivo sia dalla Camera che dal Senato. Solo dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e l’emanazione dei relativi decreti attuativi, la misura potrà essere effettivamente erogata.
Requisiti e beneficiari del contributo
Il bonus è destinato esclusivamente ai familiari conviventi appartenenti alla prima fascia di assistenza, che prestano cura a persone con disabilità gravissima. Per accedere al beneficio, i richiedenti dovranno rispettare quattro criteri fondamentali:

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- Vincolo di parentela e convivenza: il caregiver deve essere coniuge, partner di unione civile, convivente di fatto o parente entro il secondo grado della persona assistita, con residenza anagrafica nello stesso domicilio.
- Status dell’assistito: la persona assistita deve essere titolare di indennità di accompagnamento o riconosciuta in condizione di disabilità gravissima secondo i parametri del Decreto Ministeriale del 26 settembre 2016.
- Esclusività e impegno orario: il caregiver deve dedicare almeno 91 ore settimanali all’assistenza, senza avere un impiego a tempo pieno che ne impedisca la cura, e tale impegno deve essere formalizzato nel Piano Assistenziale Individuale (PAI) predisposto dai servizi sociosanitari.
- Limiti economici: la famiglia deve avere un ISEE inferiore a 15.000 euro, mentre il reddito annuo del caregiver deve essere inferiore a 3.000 euro, a dimostrazione che l’assistenza rappresenta l’attività principale senza altre fonti significative di sostentamento.
Il contributo previsto è di 400 euro mensili, erogati in tranche trimestrali da 1.200 euro ciascuna tramite bonifico bancario o postale. La somma ricevuta è esente da tassazione e non incide sul calcolo dell’ISEE per altre prestazioni sociali, garantendo così una forma di sostegno netta e mirata.
Per il 2026, le risorse stanziate ammontano a 1,15 milioni di euro, pertanto l’assegnazione sarà gestita tramite graduatorie basate su parametri quali il valore ISEE (priorità ai nuclei con ISEE più basso), la gravità della patologia e l’età del caregiver (con precedenza per anziani che assistono figli e giovani sotto i 24 anni). Dal 2027 il fondo sarà ampliato a 207 milioni di euro, permettendo l’estensione del beneficio a un numero più ampio di famiglie.
L’accesso al bonus richiederà l’iscrizione obbligatoria a un nuovo registro digitale dei caregiver familiari, che sarà gestito dall’INPS e attivato presumibilmente da settembre 2026. La piattaforma incrocerà i dati con i verbali di invalidità dell’assistito per validare la qualifica.
Il processo di riconoscimento prevede due fasi:
- Iscrizione e certificazione: il caregiver si registra online fornendo i dati sulla convivenza e sull’assistito, ottenendo così un’attestazione ufficiale della qualifica.
- Domanda di erogazione: a partire dalla fine del 2026, sarà possibile presentare la richiesta economica attraverso il sito INPS o tramite patronati, allegando il Piano Assistenziale Individuale.
I primi pagamenti concreti sono previsti nel primo trimestre 2027, con l’erogazione delle somme maturate nel periodo di avvio della misura. Restano da definire dettagli come l’eventuale pagamento di arretrati per i mesi precedenti l’attivazione ufficiale della piattaforma.








