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Ho cambiato posizione nel sonno per una settimana e la mia vita è cambiata: addio mal di schiena

Ho cambiato posizione nel sonno per una settimana e la mia vita è cambiata
La mia vita è cambiata in meglio - farmaciapaveseroma.it

Dormire bene è fondamentale per ognuno di noi, ma oltre al numero di ore trascorse a letto è anche importante la nostra postura.

Una posizione notturna all’apparenza innocua, adottata in modo istintivo da milioni di persone, potrebbe in realtà compromettere la salute di nervi e articolazioni.

A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato sul Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, che punta il dito contro una postura sempre più diffusa e sorprendentemente dannosa.

La posizione del “T-rex” sotto accusa

Online è stata ribattezzata la “posizione del T-rex”, ovvero quella in cui si dorme su un fianco con le braccia piegate e rannicchiate contro il petto, i polsi flessi e le spalle chiuse in avanti. Una postura comunissima che molti assumono senza nemmeno rendersene conto, ma che secondo la ricerca esercita una pressione eccessiva e prolungata sui nervi di gomiti e polsi.

In particolare, la flessione del gomito aumenta la pressione all’interno del canale ulnare, il che favorisce la comparsa di formicolii e intorpidimento. I dati, dopotutto, sono chiari. Circa il 25% delle persone dorme abitualmente in questa posizione e manifesta sintomi legati a una compressione nervosa notturna.

Se la postura si ripete notte dopo notte il rischio è quello di sviluppare infiammazioni croniche e disturbi simili alla sindrome del tunnel carpale, e le ripercussioni si fanno sentire anche durante il giorno.

Ho cambiato posizione nel sonno per una settimana e la mia vita è cambiata

La posizione da evitare – farmaciapaveseroma.it

I segnali che si possono avvertire al mattino sono intorpidimento delle mani, rigidità alle spalle, dolore che si irradia lungo le braccia o difficoltà ad afferrare oggetti. Penso sono segnali che vengono liquidati come conseguenze di una “notte storta” ma quando il fastidio persiste oltre il risveglio o si accompagna a debolezza muscolare è consigliabile consultare uno specialista.

Perché assumiamo questa postura e come correggerla

Alla base c’è un meccanismo istintivo. Stress e affaticamento spingono il sistema nervoso a cercare posizioni di chiusura e protezione, simili a quella fetale. Anche in assenza di traumi o patologie, i ritmi frenetici della vita quotidiana possono consolidare abitudini notturne scorrette, che il corpo ripete in modo automatico.

La buona notizia, però, è che non serve rivoluzionare il proprio modo di dormire. Anche i piccoli accorgimenti possono fare grande differenza. Chi dorme su un fianco può inserire un cuscino tra le braccia e il busto per evitare di piegarsi eccessivamente. Un asciugamano arrotolato intorno al gomito aiuta a limitare la flessione durante la notte, ei cuscini “body pillow” offrono un sostegno naturale da abbracciare.

Per chi preferisce dormire supino, è consigliabile tenere le braccia lungo i fianchi, o appoggiate su un cuscino basso. Prima di andare a dormire, inoltre, gli esercizi di stretching leggero e respirazione profonda favoriscono il rilassamento muscolare e diminuiscono la tendenza chiudersi su sé stessi.

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