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Emergenza uragano Harry in Sicilia: aggiornamenti su danni, evacuazioni e misure di sicurezza

Redazione 23 Gennaio 2026
uragano harry

uragano_Harry-farmaciapaveseroma.it

L’uragano Harry continua a colpire con violenza la Sicilia, in particolare la parte orientale dell’isola, generando una situazione di emergenza che ha messo in ginocchio intere comunità. Le condizioni meteorologiche estreme hanno provocato danni ingenti, mareggiate devastanti e disagi diffusi, mentre le autorità e le associazioni si mobilitano per le misure di tutela e soccorso.

L’emergenza causata dall’uragano Harry: danni e misure di sicurezza in Sicilia

Il ciclone tropicale denominato Harry ha attraversato la Sicilia con intensità crescente, portando venti oltre i 100 km/h e onde marine che hanno superato gli otto metri di altezza nelle zone costiere. La situazione è stata classificata dalla Protezione Civile con un’allerta rossa in gran parte della regione, mentre alcune aree sono state poste sotto allerta arancione e gialla. Di conseguenza, scuole, università e parchi pubblici sono stati chiusi per ragioni di sicurezza.

La richiesta del WWF Sicilia: stop immediato alla caccia per motivi di sicurezza e tutela ambientale

In questo quadro di emergenza, il WWF Sicilia ha inviato un’istanza urgente al presidente Schifani e agli assessori regionali dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Luca Sammartino e Giusi Savarino, chiedendo la sospensione immediata di tutte le attività venatorie sull’intero territorio siciliano.

L’associazione ambientalista ha evidenziato come le condizioni di visibilità ridotta, i terreni resi instabili dal maltempo e l’attività di soccorso in corso rappresentino un rischio elevato non solo per i cacciatori ma anche per agricoltori, allevatori, cittadini e operatori di emergenza. L’uso di armi da fuoco in tali condizioni potrebbe causare incidenti gravi e compromettere la sicurezza pubblica.

Inoltre, il WWF sottolinea che la fauna selvatica è particolarmente vulnerabile in questo periodo, già provata dalle basse temperature invernali e dalla pressione venatoria iniziata a settembre. Continuare la caccia durante il passaggio del ciclone rischierebbe di provocare danni irreparabili agli equilibri biologici e alla conservazione delle specie, aggravando ulteriormente la situazione ecologica della regione.

I rappresentanti dell’associazione, Pietro Ciulla ed Ennio Bonfanti, hanno dichiarato: «Sospendere subito la caccia è un atto doveroso e di buonsenso, per proteggere la vita umana e il patrimonio faunistico dello Stato». Essi confidano in una risposta responsabile da parte delle autorità regionali, che possa dimostrare attenzione e tutela verso l’ambiente e la sicurezza pubblica, in linea con la riforma costituzionale del 2022 che rafforza l’impegno della Repubblica nella salvaguardia degli ecosistemi.

Impatti e sfide della tempesta: infrastrutture e collegamenti compromessi

Il passaggio dell’uragano Harry non ha risparmiato neppure le infrastrutture essenziali. La rete ferroviaria sulla costa ionica siciliana, in particolare nel Messinese, ha subito gravi danni, con interruzioni dei collegamenti tra Messina, Catania e Siracusa e tratti di binari sospesi a causa dell’erosione del terrapieno provocata dalla forza del mare.

Anche la viabilità è stata pesantemente compromessa, con strade allagate, frane e cedimenti del manto stradale che hanno isolato diversi paesi. Il lungomare di Mascali ha visto il crollo di muri di contenimento sotto l’effetto delle onde, mentre a Milazzo una mareggiata ha distrutto parte del pontile di Santa Maggiore, fondamentale per le attività diportistiche estive e per l’accesso agli uffici locali.

Le forze di soccorso hanno effettuato oltre 220 interventi nelle 48 ore successive al passaggio del ciclone, occupandosi di rimozione di alberi e massi, svuotamento di seminterrati allagati, e messa in sicurezza di strutture pubbliche e private. L’azione coordinata di vigili del fuoco, protezione civile e corpo forestale ha evitato conseguenze ben più gravi in termini di vittime e feriti.

Le immagini di devastazione sulle coste e nei borghi marinari testimoniano il potere distruttivo della natura, che reclama lo spazio sottratto dalle costruzioni troppo vicine alla riva, come sottolineato da esperti locali. La situazione rimane critica e il monitoraggio continuo delle condizioni meteorologiche e idrogeologiche è imprescindibile per prevenire ulteriori emergenze.

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